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3 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 15:12

C’è qualcosa di peggio della sconfitta ai rigori della nazionale in casa della Bosnia e della terza mancata qualificazione al mondiale di fila: è lo spettacolo penoso di questi giorni offerto in Italia, dallo sport e dalla politica, sulla pelle del calcio. Un’indecenza che coinvolge anche alcuni settori importanti dei media, dove gli interessi privati degli editori prevalgono sul concetto del bene comune. Un’eccezione, tra i giornaloni, è un articolo del Corriere della Sera, edizione del 3 aprile, pagina 2, titolo: “Basta con i giochetti: servono idee e volti credibili”. Sintesi perfetta. Così dovrebbe essere, per rifondare in modo credibile un sistema al collasso. Invece. In attesa di programmi e di idee, ricordando che è tornato d’attualità il famoso studio di 900 pagine presentato nel dicembre 2011 da Roberto Baggio e accantonato nel silenzio totale – all’epoca, per dovere di cronaca, il presidente federale era Giancarlo Abete – e sorridendo di fronte al manifesto “A vele spiegate” dell’ex presidente federale Gabriele Gravina per il quadriennio 2025-2028 (siamo sicuri che sarà davvero un ex?), il vero “terremoto” riguarda le poltrone.