Una finale per rompere un digiuno Mondiale che dura dal 2014, dalla lontanissima Coppa del Mondo in Brasile. Per l’Italia, però, oltre a superare la Bosnia c’è anche lo scoglio arbitro, se si guarda ai precedenti. Come ricordato sul Giornale, il fischietto della sfida sarà ancora Clément Turpin, il francese che ha diretto la notte più amara di Palermo contro la Macedonia del Nord nel 2022, quella che costò agli azzurri il Mondiale in Qatar. Un precedente che inevitabilmente riporta alla memoria un trauma ancora aperto, proprio alla vigilia di una gara che può cancellare dodici anni di assenza dalla Coppa del Mondo.

A Zenica, però, l’Italia di Gennaro Gattuso dovrà soprattutto affidarsi ai suoi uomini più esperti. Il primo nome è quello di Gianluigi Donnarumma, capitano e leader silenzioso di questa Nazionale, che a soli 27 anni toccherà quota 81 presenze, raggiungendo tre simboli del Mondiale 1982 come Franco Baresi, Beppe Bergomi e Marco Tardelli. Nel suo percorso azzurro convivono l’apice di Wembley, con il rigore parato a Saka nella finale europea del 2021, e proprio quella serata da incubo contro i macedoni.

BOSNIA-ITALIA, FEDERICO DIMARCO FA SCOPPIARE LA POLEMICA

Le immagini trasmesse dalla Rai che hanno ripreso la Nazionale italiana mentre esultava per l’ultimo rigore vincen...