Cosa troveranno gli azzurri negli spogliatoi di Zenica? Non soltanto una partita da dentro o fuori per il Mondiale 2026, ma anche un contesto ambientale e logistico tutt’altro che semplice. L’Italia arriverà in Bosnia solo a ridosso della sfida, scegliendo di restare a Coverciano fino all’ultimo per evitare un’attesa inutile sotto neve, pioggia e temperature vicine allo zero che stanno mettendo a dura prova il Bilino Polje.
Le condizioni del terreno hanno spinto la Figc e Gennaro Gattuso a modificare il programma iniziale: niente avvicinamento anticipato, ma partenza nel tardo pomeriggio e trasferimento diretto verso uno stadio che si presenterà in condizioni difficili. A Zenica, nelle ultime ore, si è lavorato senza sosta per mantenere il campo agibile, utilizzando anche sistemi di riscaldamento straordinari e stufe mobili per contrastare il gelo.
BOSNIA-ITALIA, L'ARMA SEGRETA DI GATTUSO PER ESPUGNARE ZENICA: CHI C'È TITOLARE
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Per una Nazionale tecnicamente superiore come quella italiana, il rischio è che il manto erboso possa livellare i valori e trasformare la gara in una battaglia soprattutto fisica. Anche l’impianto contribuirà a rendere l’atmosfera particolarmente ostile: appena 8mila spettatori, ma tribune vicinissime al campo e un ambiente tradizionalmente molto caldo, nonostante la sanzione Fifa che ha imposto la chiusura del venti per cento dello stadio dopo episodi discriminatori della tifoseria bosniaca.














