Genova – Il ritorno dell’Italia al Mondiale, dopo 12 anni di assenza, passa dalla Bosnia, dalla finale in programma stasera, martedì, a Zenica. Capienza ridotta al Bilino Polje, circa 8.000 i tifosi di casa, 500 i supporter azzurri. Intervistato da Il Secolo XIX, Marco Rossi, ct dell’Ungheria vittoriosa a Zenica un anno e mezzo fa, aveva avvisato la Nazionale sull’ostacolo maggiore da superare: “Giocare lì è come fare un tuffo nel calcio dei miei tempi, dallo stadio vecchio al terreno di gioco irregolare”. La conferma arriva dalla notizia emersa nelle ultime ore: Bosnia-Italia si giocherà senza la goal line technology perché il Bilino Polje non è attrezzato per supportare la tecnologia del “gol-non gol”. Ci sarà invece il Var e in caso di gol dubbio saranno le telecamere a supportare l’arbitro francese Clement Turpin, che aveva già arbitrato l’Italia nel playoff mondiale del 2022, perso contro la Macedonia del Nord. La vigilia del match è stata movimentata anche dal caso della presunta spia italiana avvistata ieri durante l’allenamento della Bosnia nel centro sportivo dell’FK Sarajevo: in realtà è stato poi acclarato che l’uomo intento a riprendere le immagini della seduta di Dzeko e compagni era un militare italiano, tifoso azzurro, che stava registrando per uso personale, di sua iniziativa, all’insaputa quindi della Nazionale italiana, del ct Rino Gattuso e del suo staff.
Bosnia-Italia, dalla presunta spia alla goal line technology che non c’è
Gli azzurri si giocano la qualificazione a Zenica, Gattuso pensa alla conferma di Kean e Retegui e porta Cambiaso in panchina: “Qui – assicura il ct – c’è chi …










