La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 dopo la sconfitta contro la Bosnia (1-1 dopo i supplementari, 4-1 ai rigori per i bosniaci) è resa ancora più amara da un paradosso regolamentare legato alla grande parata di Donnarumma.All’80’ del match di Zenica, con l’Italia già in dieci per l’espulsione di Bastoni, Edin Dzeko colpisce di testa da vicino. Donnarumma compie un intervento miracoloso sulla linea, respingendo il pallone.
Haris Tabakovic ribatte in rete il tap-in, siglando l’1-1 che porta la partita ai supplementari e poi ai rigori, dove l’Italia viene eliminata.Il dubbio nasce dal possibile fallo di mano di Dzeko: le immagini non sono decisive se il pallone abbia toccato la spalla o la parte alta del braccio (per l’IFAB il confine è la linea inferiore dell’ascella).Secondo l’articolo 12.1 del regolamento IFAB, è irregolare segnare direttamente con il braccio o segnare immediatamente dopo un tocco (anche accidentale) dello stesso giocatore. Tuttavia, se il tocco accidentale di un calciatore permette a un compagno di squadra di segnare, il gol non viene più automaticamente annullato.
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