Quando si cercano le ricette per salvare il calcio, le spiegazioni alla crisi, le soluzioni alla perdita di fascino, competitività della serie A e della Nazionale non bisogna scavare molto. Basta guardare i tabellini delle partite.

Poi motivi strutturali, scarsi investimenti in strutture e vivai, limiti tattici con un campionato che si è consegnato alla difesa a 5, tutto giusto, tutto vero, ma guardiamoci anche le partite. Udinese-Como, per esempio. Tra i 22 scesi in campo c’era un solo italiano: Zaniolo. Tra l’altro uno dei nostri migliori talenti, inspiegabilmente lasciato a casa, ma questo è un altro discorso ormai inutile e superato. Poi guardiamo anche le panchine: nell’Udinese di italiano tra le riserve c’era solo padelli, quarantenne portiere di riserva. Nel Como il secondo portiere, Vigorito, Goldaniga, che non ha visto il campo e il giovanissimo De Paoli, classe 2008, portato in prima squadra dall’Academy e in prestito proprio dall’Udinese.

Record della stagione

Un solo italiano in campo è un record negativo in una singola partita in questa stagione. Poi ci sono stati i cambi, 5 per parte, effettuate dagli allenatori (tutte e due stranieri): su 32 calciatori che sono scesi in campo si è aggiunto un solo altro italiano, Bertola (difensore dell’Udinese entrato in campo a pochi minuti dalla fine). Per il resto ivoriani, belgi, olandesi, brasiliani. Tutto il mondo è Paese, ma il calcio paga pegno.