Ecco i dieci sintomi dell’anno terribile del calcio italiano. Dieci manifestazioni a diversi livelli, non per forza coerenti tra loro, di una malattia che, per essere curata, va prima diagnosticata.

1) Non facciamo gol. La media gol dell’attuale serie A è la più bassa degli ultimi 32 anni: 2.4 reti a partita. Ed è il campionato in cui si segna meno considerando i top-12 più le seconde divisioni dei top-5 europei (compresa quindi la serie B) e le tre competizioni Uefa. In Champions si segnano 3.5 reti a gara. Vuol dire che noi procediamo in direzione ostinata e contraria rispetto al calcio che conta.

2) Crisi di punta. Se Lautaro non ne fa 4 nelle ultime quattro, non ci sarà nemmeno un giocatore sopra i 20 gol. La classifica marcatori non è mai stata così povera anche perché il contributo degli italiani è nullo: Scamacca è il “migliore” con appena 10 reti, l’unico azzurro in doppia cifra e a malapena nella top-10. Non ci sono più i centravanti di una volta o forse, più semplicemente, gli attaccanti sono abbandonati a loro stessi.

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