Roma, 31 mar. (askanews) – Avanti senza strappi ma anche senza rinunciare all’obiettivo di approvare la riforma elettorale in prima lettura alla Camera entro la pausa estiva. Ottenuto l’incardinamento in commissione affari costituzionali a una settimana dalla sconfitta al referendum, la maggioranza intende procedere con l’esame del proporzionale con premio di maggioranza prendendosi il tempo che serve anche per eventuali modifiche condivise con le opposizioni che però finora alzano un muro che non mostra segni di cedimento.
“Massima disponibilità, nessuna chiusura, non è la nostra priorità la nostra rimangono gli italiani. Ci saranno le audizioni, gli emendamenti, il confronto. Massima serenità”, ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, diventato membro della commissione per seguire da vicino il dossier.
“È un’apertura che poteva arrivare prima. Non quando i giochi ormai sono fatti. La lezioncina di Donzelli sulle regole del gioco è difficilmente accettabile”, replica la capogruppo Pd in commissione Simona Bonafè.
In commissione infatti sono subito scintille. Dopo la relazione di uno dei relatori Angelo Rossi (Fdi) al termine della seduta pomeridiana dell’Aula il Pd ha chiesto che non sia abbinata la proposta del deputato di Fdi eletto all’estero Di Giuseppe, una delega al governo per superare il voto per corrispondenza previsto per gli italiani all’estero. Per i dem “non si può delegare al governo la materia elettorale”, ha osservato Toni Ricciardi.















