Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta mette in guardia sulle conseguenze non passeggere del conflitto contro l'Iran, si prepara a cambiare le previsioni su prezzi e Pil e stacca un assegno miliardario per lo Stato grazie a un bilancio della banca tornato in utile.

La guerra in Medio Oriente, spiega all'assemblea dei partecipanti dell'istituto centrale sui conti 2025, continua ma, anche se finisse rapidamente, il ritorno alla normalità nel mercato dell'energia avrà "tempi non brevi".

Ad ora ha comunque provocato un "brusco cambiamento" nelle prospettive e un ritocco delle stime Bce su inflazione e crescita che saranno aggiornate anche da Bankitalia nei prossimi giorni.

Le attese sono per una riduzione dell'andamento del Pil. Un allarme che segue quello della presidente Lagarde qualche giorno fa secondo cui i mercati sono "troppo ottimisti" sulle conseguenze del conflitto.

L'ennesimo shock all'economia ricorda quello del 2022, subito dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Dal punto vista della politica monetaria la Bce e l'Europa si trovano comunque in una posizione migliore per affrontare l'inevitabile fiammata sui prezzi: fra gli elementi positivi ricordati dal governatore vi sono un mercato del lavoro migliore, banche reddtiizie e ben patrimonializzate.