Anche "con una rapida cessione delle ostilità, il ritorno a condizioni ordinarie nel mercato dell'energia richiederebbe tempi non brevi".
E' quanto afferma il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nella sua relazione al bilancio della banca. Il governatore ha ricordato come "le esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz si sono pressoché interrotte e stanno emergendo danni rilevanti alle infrastrutture di produzione e raffinazione".
Panetta ha ammonito che la guerra in Medio Oriente "ha modificato bruscamente le prospettive" su inflazione e crescita per l'Italia e la zona euro. Secondo il Governatore cui la Bce si trova "fronteggiare uno shock negativo di offerta in un contesto di elevata incertezza" simile a quello del 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina. Per Panetta l'intensità degli effetti sull'inflazione dipenderanno "dalla trasmissione" del rialzo dei prezzi dell'energia alle retribuzioni, "con il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari".
Panetta ha quindi sostenuto che la norma introdotta nell'ultima legge di Bilancio che stabilisce che le riserve auree "appartengono al popolo italiano", non ha effetti sul bilancio dell'istituto centrale "né i compiti e le finalità legate alla detenzione dell'oro", rilevando come grazie alla rivalutazione dell'oro nel 2025 le riserve abbiano registrato una "plusvalenza di 91 miliardi che ha più che compensato la diminuzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, scesi di oltre 80 miliardi, a 508".











