ROMA – Non solo rischi a lungo termine per le forniture di energia: dalla guerra in Iran potrebbero arrivare anche «ripercussioni sulla stabilità finanziaria». «In presenza di volatilità e incertezza elevate, le fragilità preesistenti potrebbero trasformarsi in canali di amplificazione degli shock», afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, intervenendo alla Sedicesima Conferenza annuale Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Ribadendo, come ha già fatto due giorni fa nella relazione annuale, che «la durata del conflitto è stata inizialmente sottostimata e continua a prolungarsi. Con il suo protrarsi aumentano i rischi per le infrastrutture di estrazione e distribuzione», Panetta spiega che «sarà determinante, nelle prossime settimane, l’evoluzione delle condizioni di sicurezza lungo le principali rotte energetiche, in particolare nello stretto di Hormuz, dove il traffico navale si è quasi azzerato dopo l’avvio delle ostilità», e le pochissime navi che passano, ha aggiunto a braccio, non lo fanno certo per rifornire di gas e petrolio i nostri Paesi, ma solo quelli considerati amici dall’Iran.
Bankitalia, Panetta: “Impatto prezzi dell’energia oltre la guerra, rischio spirale prezzi-salari”












