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Allo Stato 1,27 miliardi. Timori di Panetta per le conseguenze del conflitto in Iran

La Banca d'Italia torna in utile e lo fa anche grazie alla rivalutazione dell'oro, che sostiene i conti dell'istituto centrale dopo due anni difficili segnati dall'impatto della stretta monetaria. Il bilancio 2025 si è chiuso con un utile lordo di 3 miliardi e un utile netto di 1,65 miliardi, in deciso miglioramento rispetto alle perdite lorde di 7,1 e 7,3 miliardi registrate nei due esercizi precedenti. Un recupero superiore ai 10 miliardi che, come ha spiegato il governatore Fabio Panetta all'assemblea dei partecipanti, «riflette soprattutto gli effetti della politica monetaria». Il calo dei tassi e delle consistenze di bilancio si è, infatti, tradotto in un «forte miglioramento del margine di interesse», ma che beneficia anche della valorizzazione delle riserve auree, storicamente una componente rilevante dell'attivo di Bankitalia. Il recupero di 91,3 miliardi sulle 2.452 tonnellate conservate tra Italia, Usa, Svizzera e Gran Bretagna, ora valorizzate 289,2 miliardi, viene, infatti, computato in un fondo di rivalutazione nel passivo.