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Bankitalia e Istat criticano la manovra. Giorgetti: "Tutela la borghesia, ai redditi deboli abbiamo già pensato"

Una partita a scacchi con il «Sistema London». L'audizione sulla manovra della Banca d'Italia davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato è stata un modo, forse non troppo discreto, di esprimere malcontento per le nuove tasse su credito e assicurazioni. L'istituto guidato da Fabio Panetta, attraverso il vicecapo del Dipartimento Economia e Statistica Fabrizio Balassone, ha espresso riserve sul taglio dell'Irpef e, al tempo stesso, segnalato la necessità di maggiore stabilità nella tassazione delle banche. Un intervento che, per la prima volta, sembra spostare l'attenzione verso la tutela del settore finanziario, criticando però una misura che punta a sostenere il ceto medio.

Balassone ha spiegato che «le ripercussioni degli interventi sulla posizione patrimoniale del complesso degli intermediari appaiono contenute» e che «il sistema bancario italiano è nell'insieme solido, ben patrimonializzato e oggi tra i più redditizi d'Europa». Tuttavia, ha avvertito, «sarebbe opportuno evitare il ripetersi frequente di inattese modifiche della tassazione». Un messaggio che molti leggono come un appello implicito a un alleggerimento fiscale per le banche, dopo mesi di tensioni legate alle minori deduzioni sulle perdite, all'imposta per sbloccare le riserve e agli aumenti Irap previsti per il settore.