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Confindustria e Cgil molto critiche sul bilancio. Le assicurazioni: "A noi chiesti 12 miliardi di tasse"
Misure sul fisco «penalizzanti e incerte». Con questi termini il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, in audizione ieri sulla manovra, ha criticato alcuni provvedimenti della legge di Bilancio come la tassazione sui dividendi e il divieto di compensare con i crediti d'imposta i debiti previdenziali e assicurativi. Gli industriali chiedono un «piano industriale straordinario» e almeno «8 miliardi l'anno per un triennio» dal Pnrr, oltre a interventi urgenti per «ridurre il prezzo dell'energia». Queste ultime due richieste rappresentano una exit strategy per recuperare risorse della cui assenza Viale dell'Astronomia è consapevole.
Confcommercio, invece, ha sottolineato che «serve di più per sostenere la crescita» a partire dall'allargamento del taglio dell'aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro di rendita, mentre per Confesercenti l'impatto sui consumi sarà «minimo». Coldiretti ha sollecitato la proroga per il 2026 del credito d'imposta Zes unica, «uno strumento strategico per sostenere la crescita e la competitività dei territori del Mezzogiorno» e chiede di rafforzare il credito d'imposta 4.0 estendendolo anche alle attività agricole connesse. L'organizzazione agricola ha inoltre espresso «forte preoccupazione per il divieto di compensare i crediti d'imposta non derivanti da dichiarazioni fiscali con i debiti previdenziali e contributivi», misura che scatterebbe dal primo luglio 2026.






