Dietro uno dei piatti simbolo della Pasqua si nascondono sofferenza e impatti ambientali spesso sottovalutati. In Italia sono oltre 400 mila i capretti e gli agnelli che vengono macellati nelle settimane che precedono questa festività. Secondo la Banca dati nazionale dell'Anagrafe zootecnica, gli abbattimenti sono purtroppo aumentati: da 1.536.527 nel 2024 a 1.654.050 nel 2025.

Numeri che danno l’idea del fenomeno e che denunciano una strage che potrebbe, e dovrebbe, essere evitata. Ecco i motivi per non portare in tavola queste carni e per scegliere un’alimentazione vegetale, che è rispettosa e sostenibile.

Perché sono dei cuccioli

Gli agnelli, come tutti i cuccioli, amano correre, giocare e stare con la loro mamma. Prelevarli con forza, per ucciderli a soli 20-40 giorni di vita o comunque entro i 6-12 mesi, è una delle pratiche più crudeli dell’industria alimentare. Da contrastare con determinazione.

Perché soffrono durante il trasporto