«Sarà il mercato a decidere, noi seguiamo il processo. Sarà il mercato a decidere se questa offerta è fair». Pietro Labriola, amministratore delegato di Telecom Italia, in un’intervista a Bloomberg Tv si esprime sul lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio da parte di Poste Italiane. «In Europa – ha aggiunto – stiamo dicendo a tutti che abbiamo bisogno di un consolidamento del mercato. Prima a livello nazionale e poi a livello europeo. Perché oggi il business della digitalizzazione è un business di portata gigantesca».
Sul versante interno della società, Labriola ha sottolineato: «Io sono un dirigente e intendo dire anche al mio team che dobbiamo continuare ad agire nella nostra azienda», mentre l’Opas «è qualcosa che è successo sul mercato. Il mercato valuterà. Dobbiamo continuare a lavorare su ciò che siamo bravi a fare, raggiungere gli obiettivi e lavorare per il futuro dell’azienda». Con un partner come Poste, secondo il manager, «con o senza offerta pubblica, possiamo aumentare la nostra presenza, possiamo ampliare il nostro portafoglio di servizi. Sulla sovranità digitale, è chiaro che Poste può essere un partner molto potente».
Il manager alla guida di Tim dal 2021 sfoggia eleganza a una domanda scivolosa: cioè se resterà alla guida di Tim in caso di successo dell’Opas, Labriola ha risposto: «Oggi non è importante, quello che è importante è l’interesse degli azionisti». L’ad ha quindi richiamato la dimensione europea della strategia digitale: «L’Europa deve cominciare a recuperare una forma di sovranità digitale. Dobbiamo investire. A livello europeo, dobbiamo essere coraggiosi». Non si tratta, ha precisato, di «essere contro la Cina o contro gli Stati Uniti, è una questione di reciprocità. Se negli Usa e in Cina giocano con regole specifiche, è importante che facciamo lo stesso in Europa».














