L’obiettivo è costruire «la più grande piattaforma di infrastruttura connessa d’Italia». La comunicazione data alla Borsa da Poste, riguardo alla strategia sottostante alla zampata per portarsi in casa Tim, lo mette immediatamente in chiaro: non una semplice acquisizione, ma una mossa tale da rappresentare – almeno nelle intenzioni – una sorta di Big Bang nel mercato delle Tlc e del digitale portando alla nascita di un grande gruppo integrato, pubblico nella regia, industriale nella missione, chiamato a mettere insieme rete, cloud, data center, distribuzione, pagamenti, assicurazioni, logistica e servizi digitali.
Qui sta la vera novità.













