Milano, 22 mar. (askanews) – Terremoto in casa Tim. A poco più di un anno dall’ingresso nell’azionariato, Poste, a sorpresa, ha annunciato in serata il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) sull’operatore telefonico, di cui il gruppo di Del Fante è già primo azionista con una quota del 27,3% (che scenderebbe al 20,1% post conversione risparmio). L’offerta, se dovesse andare a buon fine, riporterebbe Telecom nell’orbita pubblica poichè il gruppo risultante avrebbe lo Stato come azionista di maggioranza. Quest’ultimo, infatti, attualmente è socio di Poste con una quota del 65% circa, tramite Cdp (35%) e Mef (29,25%). Nel gruppo nascente, la presenza dello Stato come azionista con oltre il 50% è garanzia, assicura Poste, di “una governance stabile” nel lungo periodo.
Obiettivo dichiarato dell’offerta è acquisire l’intero capitale di Tim e procedere alla revoca dalla quotazione. Il delisting favorirebbe “gli obiettivi di integrazione, creazione di sinergie e crescita tra Poste e Tim”. Per il gruppo delle tlc guidato da Pietro Labriola – che domani riunisce il cda per l’avvio del processo di valutazione dell’offerta – sarebbe un addio alla Borsa, dove era sbarcata nel 1997 con la stagione delle privatizzazioni.










