La piattaforma sovrana digitale decollata con l’opas volontaria lanciata da Poste Italiane su Tim ha uno snodo-chiave: la società di telecomunicazioni «rimarrà stand alone company». Matteo Del Fante, amministratore delegato del gruppo postale, ieri mattina nella conference call con gli investitori e analisti tenuta assieme a Camillo Greco, cfo di Poste, ha messo subito in chiaro il perimetro industriale dell’Offerta di acquisto e scambio, che non punta a una fusione integrale ma a una combinazione capace di valorizzare complementarietà senza snaturare l’identità di Tim. Un passaggio che si innesta sulla trasformazione già avviata dall’ex monopolista, con «l’eccellente esecuzione dello spin off della rete» da parte dell’ad Pietro Labriola, elemento che secondo Del Fante ha contribuito a creare le condizioni per l’offerta.
La lettura strategica dell’operazione è tutta nella coerenza industriale: l’integrazione con l’ex incumbent “completa perfettamente il nostro modello”, osserva Del Fante, lasciando intendere una traiettoria di sviluppo che rafforza il posizionamento di Poste nei servizi digitali, nei pagamenti e nella connettività, senza sovrapporsi in modo distruttivo alle attività esistenti.














