Un senso e un futuro industriale per Telecom. Un salto di qualità per Poste Italiane. E una governance stabile con lo Stato che torna azionista di maggioranza sopra il 50%. Con l'Opa lanciata da Poste Italiane su Telecom Italia nasce (finalmente) un campione nazionale tanto atteso dal mercato. La più grande infrastruttura connessa d’Italia, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.
Non va dimenticato che Telecom Italia nasce nel 1994 dall'esigenza di mettere assieme le principali società pubbliche del settore, dentro il perimetro Iri/Stet, come risposta alla frammentazione del sistema telefonico italiano. Nel 1997, lo Stato esce quasi del tutto dal capitale e si apre la stagione della sua privatizzazione con il "nocciolino duro" rappresentato da Fiat. Ma nel 1999 arriva la svolta: Roberto Colaninno e Chicco Gnutti guidano «la madre di tutte le Opa» su Telecom attraverso Olivetti/Tecnost, diventando simbolo della stagione dei “Capitani coraggiosi”, ma anche zavorrando il gruppo di debito, visto che l’operazione avviene con una forte leva. Nel 2001 Marco Tronchetti Provera, con Pirelli, Benetton, Banca Intesa e Unicredit, prende il controllo tramite Olimpia, con l’obiettivo di realizzare la convergenza fra infrastrutture - Pirelli aveva all’epoca la divisione Cavi, oggi Prysmian - e contenuti.












