Il pensiero di Vassalli è stato al centro di polemiche e discussioni durante la campagna elettorale, come pure l’opinione di altri autorevoli giuristi o nomi simbolici, come quello di Giovanni Falcone, la cui posizione viene letta da una parte e dall’altra in modo diverso.Nello Rossi e Armando SpataroSulla cultura della giurisdizione si concentrano gli autori di “Le ragioni del No” (Ed. Laterza) in pagine che sono un’analitica critica alla riforma del governo Meloni. La vera posta in gioco del referendum costituzionale – dichiarano fin dall’introduzione i due magistrati - è «la sorte del governo della magistratura e della giurisdizione, in un contesto istituzionale nel quale cresce la spinta del governo ad aumentare i suoi poteri a scapito delle istituzioni di garanzia». Gli autori collocano la modifica costituzionale in un contesto politico più ampio e si soffermano in particolare sulla separazione delle carriere - «ciò che si dice e ciò che è» - con uno sguardo agli altri Paesi e le ragioni a sostegno di un governo e di una formazione unitari della magistratura.Gian Domenico Caizza e Lorenzo ZillettiNel volume , “La verità sulla riforma della magistratura: perché è giusto votare sì” (ed Liberilibri) i due curatori, due avvocati, partono dalla riflessione sulle «gravi anomalie e distorsioni» che- a loro dire- hanno da subito segnato il dibattito referendario. E in una raccolta di contributi di professori universitari e penalisti, spiegano tra l’altro perché, secondo loro, «il processo accusatorio ha reso necessario l’intervento» sulla Costituzione e perché non basti la separazione delle funzioni tra pm e giudice. Con uno sguardo anche alle esperienze di altri Paesi e al tema dell’indipendenza della magistratura dalla politica e da sé stessa.Cesare Parodi e Carlo Maria PellicanoÈ innanzitutto la descrizione, per non addetti ai lavori, del funzionamento del sistema giudiziario il libro scritto dai magistrati, Cesare Parodi, attuale presidente dell’Associazione nazionale magistrati, e Carlo Maria Pellicano, “Riforma della giustizia e dintorni” (ed Aliberti). La parola chiave è proprio “dintorni”: prima di arrivare ai punti oggetto del referendum, il libro accompagna il lettore-cittadino nei luoghi e nei meccanismi base del lavoro del magistrato, con focus su alcuni dei temi più ricorrenti, a torto o a ragione, nella campagna elettorale, dagli errori giudiziari all’autonomia del giudice alla sezione disciplinare.Antonio Di Pietro In “La giustizia vista da vicino” (edito da Piemme), Antonio Di Pietro, ex pm simbolo della stagione di Tangentopoli, passa in rassegna le criticità del sistema giudiziario italiano, per sostenere le motivazioni del suo sì alla riforma. In un excursus, confuta dalla sua prospettiva alcune delle contestazioni mosse al disegno riformatore, valorizza le garanzie, a suo parere, presenti nel testo rispetto all’indipendenza della magistratura, («l’articolo 104 della Costituzione – scrive - rimane tale e quale») e considera il sorteggio unica strada efficace contro il correntismo. Il volume si conclude con un appello al voto.
Referendum, i libri a favore del Sì e quelli a favore del No
Da Nordio a Spataro, da Caiazza a Parodi, da Di Pietro a Colombo: sfida anche editoriale











