di

Tommaso Labate

Giustizia, i volti noti in campo: da Sallusti a Di Pietro per il Sì, da Ardone a Parisi per il No

Fosse una sfida a colpi di best seller, di qua ci sarebbe la saggistica e di là la narrativa. Di qua Alessandro Sallusti, autore con Luca Palamara di quel libro (Il sistema) che a quasi cinque anni dall’uscita rappresenta ancora un tomo fondamentale per chi si esercita sulla deriva correntizia delle toghe; di là Maurizio De Giovanni e Viola Ardone, che scalano le classifiche dei libri a ogni uscita dei loro romanzi. Qua e là sono rispettivamente i comitati per il Sì e per il No nella campagna del referendum sulla riforma della giustizia del governo di Giorgia Meloni, la madre di tutte le battaglie politiche di quel che rimane della legislatura.

Comunque andrà a finire, il dopo non sarà più lo stesso. Ecco perché, in omaggio all’antica regola di Marco Pannella, che per i referendum faceva incetta di testimonial sapendo che in una sfida tra «sì» e «no» mostrano quell’efficacia che per esempio alle elezioni politiche non hanno, i comitati dei favorevoli e dei contrari alla riforma del ministro Nordio fanno incetta di frontwoman e frontman che macinino consensi nelle presenze televisive, sui giornali e facciano il pieno di like e interazioni sui social network.