Sì o no. Lo scontro politico in questi giorni si consuma tutto sulla giustizia. Da una parte chi è a favore della riforma voluta dal ministro Carlo Nordio, dall'altra chi è contrario, proprio come l'Associazione nazionale magistrati. In vista del 22 e 23 marzo, quando gli italiani saranno chiamati a esprimersi, le ultime rilevazioni danno una sostanziale parità tra il Sì e il No e i sondaggisti su questo sono tutti d'accordo nel concordare che la recente rissa è di fatto una chiamata alle armi. Basti pensare alle parole di Nicola Gratteri sugli "indagati e i mafiosi che votano Sì" e a quelle del Guardasigilli sui "metodi para-mafiosi" delle correnti del Csm.
Eppure per Antonio Noto di "Noto sondaggi" tutto questo rischia di scoraggiare l'affluenza. Per Noto - riporta La Stampa - "gli italiani hanno bisogno di rassicurazioni, non di essere fomentati da un conflitto permanente" i toni degli ultimi giorni possono spiazzare: "Già registriamo gli effetti: solitamente la previsione di affluenza aumenta con l'avvicinarsi del voto, invece qui nell'ultima settimana abbiamo registrato un'affluenza minore di 3-4 punti. Non ho mai registrato un fenomeno del genere". E così davanti a uno scontro aspro "gli elettori meno politicizzati potrebbero non andare a votare. I cittadini meno schierati finiscono per non capire bene cosa accade votando Sì o No e potrebbero essere demotivati".








