Il sondaggio evidenzia una polarizzazione netta sul piano politico. Tra gli elettori di centrodestra il "Sì" raggiunge praticamente la totalità degli intervistati (96%), con appena il 4 per cento contrario. Speculare il dato tra gli elettori delle opposizioni, dove il "No" arriva all’88% e il "Sì" si attesa al 12. Una frattura che riflette il confronto acceso che accompagna la riforma Nordio sin dall’inizio della legislatura. Tuttavia, il dato più significativo riguarda le motivazioni di voto. Nella totalità del campione, la maggioranza assoluta degli intervistati (59%) dichiara che la scelta sarà guidata soprattutto da valutazioni tecniche e di merito sul contenuto della riforma. Solo il 27% afferma invece che peserà di più il giudizio politico sul governo guidato da Giorgia Meloni. Un elemento che conferma come, almeno sul piano demoscopico, il referendum non venga percepito solo come un test politico sull’esecutivo.
Referendum, resta al comando il fronte del Sì. Attesa per la pronuncia del Tar sulle date
Se si votasse oggi, il "Sì" alla riforma della giustizia che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubb...









