Per gentile concessione della rivista Il Mulino pubblichiamo ampi stralci dell’articolo del professor Nicolò Zanon, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale e presidente del Comitato “Sì Riforma”. Il testo integrale è leggibile all’indirizzo https://www.rivistailmulino.it/speciale/il-referendum-sulla-giustizia, che ospita anche l’intervento in favore delle ragioni del No di Rocco Gustavo Maruotti, segretario generale dell’Anm.
Nonostante quel che sostengono molti oppositori – per i quali la revisione costituzionale avrebbe solo di mira l’indebolimento del Consiglio superiore della magistratura e, di conseguenza, della magistratura ordinaria nel suo insieme – è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti a porsi con chiarezza quale primo obiettivo essenziale della riforma. La separazione è delineata con nettezza, in primo luogo, nel nuovo articolo 102, primo comma, della Costituzione, dove risulterebbe scritto che «la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario, le quali disciplinano altresì le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti». Il nuovo articolo 104 ribadirebbe, poi, che «la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente».






