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20 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:29

“Votiamo No al referendum costituzionale sulla riforma Nordio del 22 e 23 marzo perché questa legge è una truffa. Cambiare sette articoli della Carta con la giustificazione che si devono separare le carriere è chiaro che ci sia qualcosa che non torna”. E ancora: “Bisogna salvare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, sempre più vilipesa dai nostri politici. Sono loro la casta, non i giudici. È l’impunità che vuole la politica a preoccuparmi”. Sono queste alcune delle voci della comunità dei lettori del Fatto Quotidiano, raccolte nel corso della serata evento “La Costituzione è NOstra“, organizzata al Teatro Italia a Roma, alla quale hanno partecipato giornalisti, intellettuali e artisti schierati per il NO.

“Dobbiamo evitare che la magistratura possa essere soggetta al potere politico. Il sorteggio immaginato per i laici non lo trovo corretto”, c’è chi rilancia. Altri si scagliano contro la propaganda del governo Meloni sulla riforma: “Hanno citato di tutto, da Garlasco alla famiglia nel bosco, poi si sono contraddetti e smentiti. Mi sembra che il No sia il voto più logico”. E ancora: “Vado a votare contro la riforma e contro le loro bugie. I cittadini non possono essere trattati come persone che non capiscono, come pecore. Hanno detto che se vincerà il No saranno liberati stupratori e delinquenti, trovo tutto questo vergognoso”, sottolinea un’altra lettrice. Altri sono indignati per i toni della campagna referendaria: “Sono stati violenti, hanno screditato la magistratura. Questo è quello che mi preoccupa di più”.