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Ultimo aggiornamento: 6:44

Anche se i sondaggi segnalano una continua crescita del NO, sono ancora tanti gli elettori indecisi o disinteressati che possono alla fine essere influenzati dalla massiccia campagna filogovernativa. Anche perché nella comunicazione referendaria c’è una consistente sproporzione tra il fronte del Sì e il fronte del NO, e non solo per le risorse investite nella pubblicità o per gli spazi televisivi che, come denuncia l’esposto del Comitato della società civile per il NO nel referendum del 28 febbraio scorso, sono decisamente squilibrati quantitativamente e qualitativamente a favore della propaganda pro riforma.

Nella partita comunicativa il Sì sfrutta altri vantaggi.

Chi si oppone alla riforma deve misurarsi con la difficoltà di spiegare temi molto complessi, come il funzionamento della magistratura e le modalità dell’autogoverno dei magistrati, voluto dai costituenti proprio per garantirne l’indipendenza dagli altri poteri dello Stato. Ed è ancora più difficile far comprendere le conseguenze sugli stessi cittadini di una riforma che rende i magistrati più deboli e quindi più soggetti alle pressioni dei potenti di turno.