La Corte d’Appello vaticana ha annullato il primo grado del processo al cardinale Angelo Becciu, Raffaele Mincione e Cecilia Marogna per l’acquisto di un palazzo a Londra. Sono stati riconosciuti errori procedurali. La Corte “non dichiara la nullità complessiva dell’intero giudizio di promo grado: del dibattimento come della sentenza. Questi infatti mantengono i propri effetti tanto nei confronti degli imputati che delle parti civili e del giudice di secondo grado”, scrivono i giudici della Corte di Appello della Santa Sede. “Analogalmente, nel nuovo dibattimento non potrà essere messa in discussione la responsabilità degli imputati prosciolti”.

“Hanno accolto le nostre richieste che sostenevano la necessità che il promotore di giustizia non facesse selezioni di atti, cioè che tutti gli atti dovessero essere depositati”, spiega l’avvocato Fabio Viglione, legale difensore del cardinale Becciu. La Corte d’appello vaticana ha decretato la “nullità relativa” del primo grado del processo Becciu. Ha dunque ordinato “la rinnovazione del dibattimento”, il deposito in cancelleria di tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio e ha fissato al 22 giugno la comparizione delle parti al fine di stabilire il calendario delle udienze. La Corte nell’ordinanza precisa che “non dichiara la nullità complessiva dell’intero giudizio di primo grado: del dibattimento come della sentenza. Questi infatti mantengono i propri effetti”. La questione riguarda, tra i vari rilievi, il mancato deposito integrale del fascicolo istruttorio da parte del Promotore di giustizia.