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La Corte d'Appello vaticana ha accolto il ricorso nel procedimento per la vendita di un palazzo a Londra
Tutto da rifare. La exit strategy del Vaticano per rimediare alla ingiusta condanna di monsignor Angelo Becciu è quella di decretare la nullità del processo di primo grado che l’ha visto condannato a 5 anni e sei mesi per peculato senza essersi messo in tasca un euro. La Corte d’appello vaticana ha ordinato «la rinnovazione del dibattimento», il deposito in cancelleria di tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio e ha fissato al 22 giugno la comparizione delle parti al fine di stabilire il calendario delle udienze. La Corte nell’ordinanza precisa che «non dichiara la nullità complessiva dell’intero giudizio di primo grado: del dibattimento come della sentenza. Questi infatti mantengono i propri effetti». La questione riguarda, tra i vari rilievi, il mancato deposito integrale del fascicolo istruttorio da parte del Promotore di giustizia Alessandro Diddi, che si è escluso dal ruolo di accusatore in appello per non rischiare di essere ricusato.






