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Francesco diede pieni poteri agli inquirenti, ma solo per questo caso. Ora la Corte d’appello riapre il dibattimento

Non è una bestemmia laica affermare che la vicenda del cardinale Angelo Becciu è il caso Tortora vaticano. Ci è voluta la corte d'appello dello Stato della Città del Vaticano a dichiarare la nullità della sentenza emessa dall'allora presidente del tribunale di prima istanza Giuseppe Pignatone nel dicembre del 2023 e a disporre la "rinnovazione del dibattimento". Con un'ordinanza di ieri ha accolto le eccezioni delle difese che avevano denunciato le storture del procedimento per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato conclusosi con la condanna del cardinale per truffa e peculato e di altre nove persone per un totale di 37 anni. Tra i rilievi accolti c'è la segretezza di un rescriptum del 5 luglio 2019 fino alla sua produzione in giudizio e il deposito incompleto di atti e documenti informatici da parte dell'accusa.