Si torna in aula oggi per il secondo grado di giudizio del processo sui fondi riservati della Segretaria di Stato utilizzati per la compravendita di un palazzo in Sloane Avenue a Londra.
Di fronte alla nuova corte presieduta da monsignor Alejandro Arellano Cedillo, decano della Rota Romana, affiancato da due giudici laici, ci saranno l'imputato, il cardinale Angelo Becciu ,e il promotore di Giustizia, Alessandro Diddi. L'accusa, nell'ordinamento vaticano, viene infatti sostenuta dallo stesso promotore sia in primo, sia in secondo grado.
Becciu sarà difeso dagli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo. Nei suoi confronti sono stati riformulati i capi di imputazione che in questo giudizio saranno "peculato" e "truffa". Nella impugnazione della sentenza di primo grado presentata l'8 agosto scorso dall'ufficio del promotore di giustizia, si chiede di condannare in secondo grado Becciu pure per "la subordinazione di monsignor Alberto Perlasca", fattispecie di reato non riconosciuta in primo grado.
"Si deve verificare se nelle azioni di Angelo Becciu possano rinvenirsi gli estremi della minaccia - scrivono i pm Diddi e Gianluca Perone-, tenuto conto che secondo la definizione ormai prevalente essa ricorre quando si prospetta un male ingiusto in grado di perturbare la serenità morale dell'individuo".











