Caro direttore, «meglio di un film di Vanzina». Così, con un sorriso beffardo, un vecchio cardinale che conosce bene il diritto e soprattutto il nuovo Papa, ha commentato l’atto di ricusazione depositato ieri dagli imputati del «processo del secolo»- Becciu, Crasso, Mincione e Tirabassi - contro il procuratore Alessandro Diddi. Caso unico: lo stesso pm a rappresentare l’accusa sia in primo che in secondo grado. Una follia giuridica. Il porporato, aggiustandosi lo zucchetto e la fascia di seta moiré rossa, giocherellando con la gran croce sul petto, ha alzato gli occhi al cielo e con un sibilo ha aggiunto: «Eppure glielo avevamo ripetuto già nelle Congregazioni generali: questo processo non si doveva fare...». Ma si sa, anche in Vaticano nessuno ascolta. Ed effettivamente per Papa Prevost, oggi, è un bel problema.