Il futuro dei mercati finanziari dipende dall’andamento di economia e inflazione. Il futuro di economia e inflazione dipende dal prezzo di petrolio, gas e materie prime. Il prezzo di petrolio e gas dipende dalla durata del blocco di fatto (anche se non vero e proprio) dello stretto di Hormuz. Il blocco dello stretto di Hormuz dipende dalla durata e dall’andamento della guerra in Iran. In questo meccanismo a Matrioska, con effetti concatenati l’uno con l’altro, per gli investitori è praticamente impossibile scorgere quale sarà lo scenario in cui Borse e bond si muoveranno in futuro. Lo è anche per i Governi, che oggi pomeriggio terranno in videoconferenza una riunione del G7 dei ministri delle Finanze.
Ecco perché tutte le banche d’affari e istituti di ricerca non fanno più previsioni, ma ipotesi. Delineano scenari. E ad ogni scenario fanno discendere un diverso andamento dell’economia, dell’inflazione e dei mercati finanziari. Gran parte del loro destino dipenderà dal prezzo del petrolio, su cui Morgan Stanley delinea tre ipotesi a seconda della futura agibilità dello stretto di Hormuz da cui passa il 25-30% del greggio mondiale: Brent a 80-90 dollari al barile (scenario positivo), a 100 dollari (scenario intermedio) e a 130 dollari (peggiore). L’impatto su economia e Pil? È altamente probabile che ci sarà stagflazione, cioè economia in frenata e inflazione in aumento. Quello che non si sa è quanto sarà severa. E quanto lunga. Ecco i vari scenari.













