La riapertura dello Stretto di Hormuz, dove transita il 20% del greggio mondiale, alimenta l'euforia sulle Borse globali, ad eccezione dei listini asiatici, penalizzati dal tardivo annuncio sugli ultimi sviluppi dei negoziati tra Usa e Iran.
L'Europa allunga il passo, con Milano a +1,75%, Parigi a +1,95% e Francoforte a +2,27%, mentre a Wall Street gli indici di riferimento guadagnano più dell'1%, con il Dow Jones piazzatosi ben oltre il 2%.
Brusca poi la correzione per il petrolio, con Wti e Brent in picchiata di oltre il 10% a New York, sotto i 90 dollari al barile. "Dunque, ogni giorno lo scenario cambia, quindi vuol dire che l'incertezza, che è il tratto dominante delle discussioni di questi giorni, oggi volge al bello. Questo non significa che la situazione sia risolta", ha notato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, a Washington per i lavori primaverili di Fmi/Banca mondiale.
"I mercati compiacenti sono in gran parte quelli americani, ma negli Stati Uniti l'economia continua a crescere visto che gode dell'autonomia energetica, quindi fanno una storia a sé. I mercati sono razionali, ma anche irrazionali: ragionano sull'immediato e sulle aspettative. Bisogna vedere la tendenza di lungo periodo, non semplicemente il su e giù giornaliero", ha aggiunto Giorgetti, per il quale "dobbiamo avere la razionalità e il sangue freddo per valutare la dinamica di lungo periodo" su Italia e Borsa Italiana.






