Volkswagen punta a ulteriori riduzioni dei costi per proteggere una redditività destinata a rimanere sotto pressione a causa della concorrenza, dei dazi e dei costi di sviluppo dei veicoli elettrici. Il principale produttore automobilistico europeo prevede per quest’anno un margine operativo compreso tra il 4% e il 5,5%, posizionandosi verso la fascia più bassa delle aspettative degli analisti. L’azienda, che ha già pianificato il taglio di circa 50mila posti di lavoro entro la fine del decennio, si concentrerà sull’ottenere maggiori risparmi dalle sue articolate attività.

«Abbiamo ridotto i costi del 20% nei tre principali stabilimenti in Germania, ma dobbiamo fare di più perché i costi in Europa sono ancora troppo elevati e dobbiamo anche affrontare la competizione cinese» ha detto il ceo Oliver Blume durante la call con gli analisti. «Confermiamo l’obiettivo di tagliare 50mila posti di lavoro al 2030, inclusi 35mila in capo a Volkswagen. La capacità di produzione invece sarà ridotta di 700mila auto» ha aggiunto.

Trattative in corso con gruppi della Difesa

Quanto agli impianti, Blume ha confermato trattative in corso con gruppi della Difesa per il sito di Osnabruck nella Bassa Sassonia con l’obiettivo di «raggiungere un accordo entro l’anno» ha concluso.