«Nel mondo dei trapianti noi medici abbiamo un doppio senso di responsabilità: nei confronti del paziente che deve ricevere l’organo, ma anche verso la famiglia che ha detto sì alla donazione e per rispetto della memoria di chi magari, quando era ancora vivo, aveva espresso questa volontà. Il sistema delle donazioni in Italia è tra i migliori e affidabili in Europa: è importante continuare ad avere fiducia. E ricordiamolo: esistono patologie che non hanno altra terapia se non il trapianto d’organo. Ci sono molte persone che vivono grazie a tutto questo».
Il professor Mariano Feccia, direttore del Centro trapianti regionale del Lazio, gestisce le attività chirurgiche complesse che coinvolgono il polo d'eccellenza San Camillo-Forlanini-INMI Spallanzani di Roma ed è uno dei chirurghi di riferimento a livello nazionale per i trapianti di cuore e l'impianto di cuori artificiali (VAD). E ribadisce: il sistema dei trapianti in Italia è affidabile, tracciato, controllato. Sarebbe drammatico se l’attenzione e l’angoscia suscitate dalla storia del piccolo Tommaso, il bimbo di Napoli a cui è stato trapiantato un cuore deteriorato, riducessero la fiducia e dunque anche il numero dei sì alle donazioni.















