L’importanza dei trapianti è innegabile. Pensiamo a molte patologie terminali, come l’insufficienza renale cronica. Allo scompenso cardiaco terminale o alla cirrosi epatica avanzata: in questi casi il trapianto è l’unica terapia possibile. Sono solo alcuni esempi che spiegano come il sì alla donazione degli organi salva delle vite, consente a molte persone di condurre delle esistenze normali. Purtroppo, un trapianto presuppone una donazione, senza la quale il trapianto non sarebbe possibile.
Pur essendo un atto chirurgico di estrema complessità che incide profondamente su due corpi, il trapianto possiamo vederlo come l’espressione massima della nostra umanità. Noi siamo esseri sociali, siamo capaci di immedesimarci nel dolore di chi soffre e facciamo di tutto per aiutarlo. Parliamo di un atto di grande generosità e altruismo come una donazione d’organo.
Parliamo dell’enorme dolore quando una persona acconsente alla donazione di un proprio caro scomparso, ma anche della generosità di chi sceglie per se stesso di essere inserito tra i potenziali donatori. Solo l’essere umano, che pure a volte è capace di grandi efferatezze, è anche protagonista di un atto di generosità così forte. E penso anche a chi dona un proprio organo mentre è ancora in vita.










