Un gioco di squadra, che richiede coordinazione perfetta. Il prelievo, il trasporto e il trapianto di un organo funzionano solo se tutte le tappe vengono eseguite alla perfezione. “Il primo passo è la selezione del gruppo sanguigno. Ma anche il peso di donatore e ricevente deve combaciare” spiega Gino Gerosa, docente e direttore della cardiochirurgia dell’azienda universitaria di Padova, dove nel 1985 è avvenuto il primo trapianto di cuore in Italia, e assessore alla Sanità del Veneto.
Trapiantato a bimbo cuore danneggiato, la mamma: “Nessuna risposta al mio appello per nuovo organo”
di Dario Del Porto
Quanto è importante il peso del donatore?
“Non si può impiantare il cuore di un donatore di 70 chili su un ricevente di 100. L’organo si troverebbe fin da subito in difficoltà. Questo vale anche per i bambini. C’è una tolleranza di circa il 20% oltre la quale non si può andare”.













