Un cuore da trapiantare che è stato tenuto battente non solo durante il trasporto, ma anche durante l'impianto nel paziente. Il caso è stato gestito a Torino dall'ospedale Molinette, i cui responsabili parlano di "superamento di una nuova frontiera".
L'organo, prelevato ad Atene, a circa 1.600 km dal capoluogo piemontese, non è stato più fermato, per un totale di 8 ore fra viaggio e operazione. "Una rivoluzione che permette di superare la barriera del tempo" affermano alla Città della Salute, spiegando che "il cuore è artificialmente perfuso durante tutte le fasi, trasporto e impianto, senza soffrire per l'ischemia legata alla mancanza di sangue (di solito l'organo ha un tempo massimo di ischemia di 4 ore)". Il ricevente è un uomo di 65 anni affetto da una grave cardiomiopatia dilatativa post-infartuale in attesa del trapianto da circa un anno.






