Si tratta del primo esemplare in Piemonte, e uno dei primi in Italia. Parliamo del cuore artificiale di nuova generazione, progettato e realizzato in Francia, appena consegnato alla Città della Salute e della Scienza di Torino: un acquisto significativo, il costo sfiora i 300 mila euro, che non soltanto offre all’azienda una nuova opzione nel campo dei trapianti ma certifica la volontà di competere alla pari in questo ambito con gli altri grandi centri italiani. Uno degli ambiti, tra l’altro, per cui la Regione e Thomas Schael, il commissario aziendale , intendono candidare le Molinette alla qualifica di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs).
La notizia è emersa nella prima giornata di “Open Meeting Grandi Ospedali”, gli Stati generali della Sanità Italiana, edizione 2025, che Schael ha portato per la prima volta a Torino mobilitato il network di rapporti maturati nel corso della sua carriera. Un altro segnale di riscossa, per l’azienda e per la Sanità piemontese in generale, trattandosi di un appuntamento importante nel panorama sanitario italiano.
In attesa del trapianto
Il 13 aprile l’annuncio del nuovo investimento, ora la consegna, a riprova del fatto che il commissario non perde tempo. «Questo apparecchio, sviluppato con tecnologia aerospaziale a Parigi e immesso recentemente sul mercato europeo, si impiega per i “trapianti ponte” - spiega Schael -. Ovvero quando non è possibile trovare un nuovo organo o un organo compatibile in tempi brevi e bisogna “traghettare” il paziente fino ad allora». Il cuore artificiale può garantire una finestra temporale di 6-12 mesi. Improbabile, invece, che il dispositivo, impiantato nel torace per sostituire o supportare un cuore malato, possa essere una soluzione definitiva, come talora capita di leggere.







