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23 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:52
Non è la prima volta che i medici delle Molinette di Torino stupiscono con i loro traguardi nel campo dei trapianti. E nei giorni in cui ricorre il 40° anniversario del primo trapianto di cuore eseguito in Italia, una nuova frontiera è stata superata: il cuore da trapiantare viene tenuto battente non solo nella fase del trasporto, ma anche mentre viene impiantato nel ricevente. È avvenuto pochi giorni fa al Centro Trapianti di Cuore e di Polmone dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Il cuore – dettaglia una nota dell’ospedale – che poi sarebbe stato trapiantato nelle sale operatorie della Cardiochirurgia ha ripreso a battere a 1600 km di distanza (tanto è la distanza da Torino di Atene, dove si trovava la donatrice) e non è più stato fermato neanche durante il suo impianto nel torace del ricevente, per un totale di 8 ore. Una vera rivoluzione che permette di superare la barriera del tempo perché il cuore è artificialmente perfuso durante tutte le fasi del trapianto (trasporto ed impianto) senza soffrire per l’ischemia legata alla mancanza di sangue (di solito l’organo ha un tempo massimo di ischemia di 4 ore per essere trapiantato).






