Un trapianto combinato di cuore e fegato per salvare la vita e restituire la serenità a un uomo portatore di una rarissima anomalia anatomica: gli organi interni in posizione invertita "a specchio".

L'intervento è stato eseguito dagli specialisti dell'ospedale torinese delle Molinette; dalla Città della Salute, l'azienda sanitaria da cui dipende il presidio subalpino, adesso parlano di "operazione senza precedenti a livello mondiale".

Il paziente è Daniele Cacciapuoti, 32 anni, di Napoli, programmatore informatico. Un tipo di quelli che non si danno mai per vinti. "Ad un certo momento - dice il padre, Alfredo, pensionato 66enne - si è messo al computer, ha cercato per un po' e ha scoperto che a Torino forse avrebbero potuto fare qualcosa per risolvere il suo caso. Era combattivo da bambino, è stato combattivo da ragazzo ed è rimasto combattivo da adulto. Se si fosse arreso non sarebbe più fra noi. Questo è certo".

La particolare condizione di Daniele è chiamata 'situs viscerum inversus'. Cose che di solito stanno a destra si trovano a sinistra, o viceversa. Una patologia cardiaca congenita aveva costretto il giovane a sottoporsi, già durante l'infanzia e l'adolescenza, a tre operazioni a cuore aperto. Ma la disposizione degli organi interni ha obbligato il fegato del giovane, con il passare degli anni, a sopportare una pressione eccessiva, sfociata dapprima in una cirrosi e poi in un carcinoma epatico. Terapie specifiche (svolte in Campania e in Toscana) avevano permesso di contenere la malattia ma non di sconfiggerla. Tanto è vero che presto si formò un nuovo nodulo. "Ci dissero - racconta papà Alfredo - che un'operazione era possibile ma relativamente inutile: il fegato avrebbe continuato a lavorare male e a deteriorarsi".