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18 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:47

Il caso del bimbo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato, “bruciato dall’uso di ghiaccio secco, oggi potrebbe avere un primo punto fermo. I medici – tutti esperti nel campo – dell’Heart team dovranno valutare le condizioni di un paziente di due anni e 4 mesi, tenuto in vita dal 23 dicembre scorso dall’utilizzo dell’Ecmo. I chirurghi – provenienti da Roma, Torino, Padova e Bergamo – daranno il loro parere sulla trapiantibilità.

Tre i fattori principali, sulla base dei protocolli sul trapianto di organi dl Centro nazionale trapianti, vengono esaminati per decidere l’assegnazione di un organo da trapiantare e la fattibilità del trapianto. Il tempo trascorso in lista d’attesa d’urgenza, il peso corporeo e la compatibilità del gruppo sanguigno Nel caso del piccolo di due anni e mezzo – ricoverato al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di un cuore risultato danneggiato – a pesare è però innanzitutto la condizione generale in cui versa a circa due mesi dal primo intervento e dopo il lungo periodo di circolazione extracorporea Ecmo cui è stato sottoposto.