Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

15 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:25

Il caso del bimbo di due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver ricevuto un cuore danneggiato durante il trapianto del 23 dicembre scorso è arrivato a un punto cruciale e sta innescando una ulteriore polemica. Le sue condizioni, già gravi, sono stazionarie ma ancora estremamente delicate. Il piccolo sopravvive grazie all’ECMO, una macchina che supporta la sua funzione cardiaca e polmonare extracorporea, ma la situazione rimane critica, con un progressivo peggioramento di altre funzioni vitali. Ogni giorno che passa si carica di attesa e speranza, in un contesto che ha visto una serie di comunicazioni e incertezze, anche da parte delle strutture sanitarie coinvolte.

A fronte della delicatezza della situazione, oggi il bambino sarà sottoposto a una Tac neurologica, uno degli esami fondamentali che verranno discussi durante il briefing medico previsto per lunedì. I medici dovranno decidere se il bimbo possa ancora essere considerato un candidato per un nuovo trapianto, oppure se la sua condizione fisica, fortemente debilitata, rende questa possibilità impraticabile. Il parere negativo espresso recentemente dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che aveva escluso il nuovo trapianto, ha gettato una nuova ombra sulla vicenda, alimentando il dibattito sulla gestione della situazione. Nel frattempo, la madre del piccolo non ha mai smesso di sperare, e ieri sera ha ribadito con forza il suo sostegno: “È un guerriero, e come lui io non mollo”. La determinazione della famiglia, nonostante il dolore e la frustrazione, rimane la stessa: lottare per salvare la vita del bambino.