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Ultimo aggiornamento: 15:56
L’Heart team di esperti convocati all’ospedale Monaldi di Napoli per valutare le condizioni del bimbo di 2 anni e 4 mesi, a cui è stato impiantato un cuore “bruciato”, ha espresso parere negativo al nuovo trapianto di cuore sul bimbo.
A valutare la trapiantabilità – sostenuta ancora fino a ieri dal nosocomio campano – il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio del Bambino Gesù di Roma, il professor Giuseppe Toscano dell’Università di Padova, il dottor Amedeo Terzi dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo e Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino. Martedì era arrivata la notizia della disponibilità di un nuovo organo e la madre del paziente era stata convocata, solo dopo mezzanotte le informazioni che si sarebbe atteso oggi e il parere del comitato di esperti. La signora Patrizia ha trascorso alcune ore con il cardinale Domenico Battaglia, che già le aveva fatto visita in forma privatissima. “Hanno pregato insieme”. A questo punto l’organo disponibile sarà messo a disposizione degli altri tre centri coinvolti e già individuati ieri.
Sul fronte delle indagini è stato ricostruito anche il percorso dall’ospedale di Bolzano del cuore prelevato a un bimbo di 4 anni della Val Venosta: trasporto in ambulanza fino all’elicottero che è partito alla volta dell’aeroporto di Verona, quindi il trasporto in aereo verso Napoli. Nel registro degli indagati ci sono sei persone indagate tra cui due cardiochirurgi e le rispettive equipe che hanno partecipato all’espianto in Trentino e il successivo impianto con il cuore “bruciato”. Quando ci si è resi conto che l’organo per il paziente, affetto da una miocardiopatia dilatativa dall’età di 4 mesi, era danneggiato, non si poteva tornare più indietro. Un cuore espiantato ha quattro ore di autonomia, poi deve trovare il suo nuovo posto nel torace del ricevente.











