Hanno vissuto con apprensione la vicenda di Domenico e si sono commosse con il resto d'Italia. Ma oggi hanno una preoccupazione grande: che dopo l'epilogo tragico per il bambino di Nola le donazioni di organi si possano fermare. Le famiglie dei bambini in attesa di trapianto sono in allarme e lanciano un appello: un caso di presunta malasanità non deve vanificare il lavoro di tanti che operano in un'eccellenza come quella dei trapianti nel nostro Paese. Un allarme intravisto anche dal Ministro della Salute Schillaci: “Potrebbe esserci un effetto rebound, ossia rimbalzo in senso peggiorativo sul sistema trapianti. Invece dobbiamo togliere ogni dubbio, chi dona deve sapere che l'organo è usato al meglio”.

Domenico, la replica del cardiologo che lasciò l’incarico: “Tenuto all’oscuro del trapianto”

di Dario Del Porto

Il vasto universo dei malati in attesa

In prima linea i genitori del gruppo Avb (atresia delle vie biliari) che raduna circa settecentocinquanta persone e poi familiari facenti capo ad Amei Italia, Sofia Onlus, Astrafé, Fondazione Bambino Gesù, Aitf bimbi. Un universo vasto di malati in attesa. Un universo che vuole far sentire la propria voce in un momento delicato e far sapere che dietro ogni storia c'è una famiglia con il telefono sempre accesso in attesa di una chiamata.