Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Meloni ne discuterà anche con il Colle. Tajani sicuro: "L'importante è esserci"
Dunque, siamo soltanto "osservatori", e che sarà mai. Invitati, seduti al tavolo dell'Onu alternativa organizzata da Trump, interessati ai lavori, ma non partecipanti. "Una buona soluzione rispetto al problema che chiaramente abbiamo della compatibilità costituzionale", dice Giorgia Meloni da Addis Abeba, ed è un po' il senso di quello che argomenterà Antonio Tajani domani alle Camere, quando riferirà i contorni dell'adesione italiana al contestato Board of Peace. Insomma, siamo disponibili, fa sapere agli americani la premier, che anche ha già messo in conto un confronto con il capo dello Stato sulla praticabilità e uno scontro parlamentare con l'opposizione. Bisognerà anche vedere che cosa ne pensano a Washington di un'adesione a metà, intanto la linea è questa.
"Siamo orientati a partecipare - conferma il ministro degli Esteri - Vedremo in quale formato, però l'importante è esserci". Del resto, fanno notare alla Farnesina, anche la commissaria Ue al Mediterraneo Dubravka Suica sarà della partita. "Prenderemo parte alle riunioni senza essere membri effettivi - spiegano da Palazzo Chigi - È una tipologia che esiste nel diritto internazionale, ci sono moltissimi precedenti". Un modo per andare incontro al presidente Usa, irritato per il rifiuto europeo di entrare nel Board per Gaza e pure per superare l'articolo 11 della Costituzione che permette all'Italia di partecipare a organizzazioni multinazionali con limitazioni di sovranità soltanto in condizioni di parità e che abbiano come finalità la pace, la giustizia e la libertà dei popoli. Una maniera per riaffermare il ruolo da pontiere tra le sponde dell'Atlantico che la Meloni intende svolgere, un equilibrio difficile tuttavia considerato "obbligatorio". In questa cornice, sostengono, va letta la presa di distanze dalle parole di Merz, accompagnata da un invito a rafforzare l'Europa.
















