Dopo aver duramente criticato lo statuto del Board of peace per Gaza, Bruxelles ha fatto dietrofront: la Commissione europea parteciperà alla riunione inaugurale come osservatore.

A rappresentare l’Ue giovedì a Washington sarà il commissario europeo per il Mediterraneo, Dubravka Suica. Nonostante le premesse di rito, ovvero che la Commissione «non sta diventando membro» del Board, il portavoce Guillaume Mercier ha comunicato che la partecipazione all’incontro è in virtù «dell’impegno di lunga data per l’attuazione del cessate il fuoco a Gaza, nonché per prendere parte agli sforzi internazionali per sostenere la ricostruzione e la ripresa postbellica a Gaza».

«Siamo in grado di difenderci solo insieme agli Stati Uniti, non da soli»: le parole del ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in tempi in cui la forza della ragione avesse la prevalenza sulle fantasie propagandistiche sarebbero perfino banali, e invece fanno notizia. Il motivo?

Semplice: siamo letteralmente circondati da proclami su una presunta indipendenza strategica dell’Europa, proclami per lo più provenienti da Parigi e riecheggianti a Bruxelles, e dunque il bagno di realtà che arriva dalla pragmatica Berlino squarcia un velo di ipocrisia che da qualche giorno, in occasione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, avvolge dibattiti, editoriali, opinioni e prime pagine di quei giornali. Il ragionamento di Wadephul è di una linearità esemplare: «Siamo in grado di difenderci solo insieme agli Stati Uniti», dice il ministro degli Esteri tedesco a radio Deutschlandfunk, «non da soli. Questa è la realtà. Questa è la cosa più fondamentale e importante che abbiamo.