Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

5 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:27

Un uomo “spregevole”, “estremamente malvagio”, uno di quelli che incutono davvero paura. Appassionato di armi, cacciatore e fascista dichiarato. È solo l’inizio della descrizione dell’uomo di Savorgnano, frazione di San Vito al Tagliamento, nel Pordenonese, considerato uno dei turisti cecchini di Sarajevo sui cui indaga la Procura di Milano. Sarebbe stato lo stesso uomo, oggi ottantenne, a raccontare agli amici del bar del paese ciò che faceva negli anni della guerra nei Balcani. All’epoca dei fatti lavorava come autotrasportatore per un’azienda metalmeccanica del territorio sanvitese e si recava spesso nei Balcani per motivi professionali. Ma non solo. Da quanto emerso, nei fine settimana partiva dalla propria abitazione, lasciava moglie e figli e andava a a colpire civili inermi. Azioni che raccontava apertamente e, secondo le testimonianze raccolte, di cui vantava.

L’anziano è indagato dalla Procura di Milano, nell’ambito di un’inchiesta condotta dal Ros dei Carabinieri, con l’accusa di omicidio volontario continuato. Avrebbe ucciso “civili inermi”, tra cui donne, anziani e bambini, probabilmente spinto da motivazioni ideologiche. Il 4 febbraio i Carabinieri hanno perquisito la sua abitazione, rinvenendo sette armi regolarmente detenute: due pistole, una carabina e quattro fucili. L’ex autotrasportatore è atteso per un interrogatorio in Procura a Milano il prossimo 9 febbraio.