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4 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:59
Si sarebbe vantato con altre persone di essere andato a “fare la caccia all’uomo” nella Sarajevo assediata degli anni Novanta. È uno degli elementi emersi nell’inchiesta della Procura di Milano, condotta dal Ros dei carabinieri, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un 80enne ex autotrasportatore, residente in provincia di Pordenone, accusato di omicidio volontario continuato e aggravato per l’uccisione di civili inermi — donne, anziani e bambini — durante la guerra in Bosnia tra il 1992 e il 1995. Sulla base delle testimonianze raccolte e verbalizzate, gli inquirenti hanno individuato l’uomo e disposto la sua convocazione per un interrogatorio fissato il 9 febbraio in Procura a Milano. All’indagato è stato notificato un invito a comparire ed è stata eseguita anche una perquisizione domiciliare, durante la quale sono state trovate sette armi regolarmente detenute: due pistole, una carabina e quattro fucili.
Secondo quanto emerso, una donna avrebbe riferito a una giornalista di una televisione locale friulana di aver appreso direttamente dai racconti dell’80enne di quella “caccia” a Sarajevo. Sia la donna sia la cronista sono state ascoltate dagli inquirenti e le loro deposizioni rientrano tra gli elementi alla base dell’invito a comparire. Tra le fonti di prova indicate figurano anche un esposto e una memoria dello scrittore Ezio Gavazzeni, che ha dato avvio all’indagine, oltre alla testimonianza di Adriano Sofri, che all’epoca del conflitto era inviato a Sarajevo. Gli investigatori hanno inoltre accertato, attraverso verifiche e riscontri, che l’indagato si sarebbe recato più volte in Jugoslavia durante gli anni della guerra, circostanza riferita anche da persone dell’azienda metalmeccanica per cui lavorava.













